Capire chi ci sta di fronte
di Alberto D'Auria

La comunicazione è strettamente collegata al modo in cui si percepisce il mondo esterno. Per questo è necessario riflettere sui meccanismi che regolano il processo di percezione, capire cioè che cos’è e come avviene la percezione.
La percezione è un processo di selezione e organizzazione degli stimoli attraverso cui si coglie la realtà e ci si orienta in essa. Ha lo scopo di creare significati nel nostro mondo e di orientarci nelle relazioni con le cose, le persone, gli avvenimenti.
Diventare accurati nella percezione dell’altro significa saper scegliere modalità comunicative adeguate.
Una delle caratteristiche più importanti della percezione è la soggettività, in quanto la percezione è sempre un processo soggettivo. Lo stimolo non viene percepito in modo oggettivo ma nel significato che ha per colui che lo percepisce.
Nella  percezione si individuano due aspetti:  uno denotativo (definizione oggettiva della realtà), cioè l’aspetto comune a tutti; ad esempio se parliamo di un bosco, tutti pensiamo alla stessa cosa;  e l’altro connotativo (significato soggettivo della realtà), che dipende dalla persona, dalle sue aspettative e dalle sue esperienze ad esempio il bosco è per il contadino un insieme di alberi, per il cacciatore una riserva di caccia, e così via.
Le parole con cui noi descriviamo una cosa hanno un significato oggettivo (denotativo) ed uno soggettivo (che è elemento di connotazione). Ecco perché è molto importante capire il senso che le persone danno alle parole.

Dobbiamo tenere presente che ognuno di noi  ha una percezione diversa perchè sono diversi i punti di vista. La nostra percezione non è unica,  ma diversa,  e ciò non vuol dire né che sia migliore né che sia peggiore.
Bisogna capire che ognuno ha il suo modo di percepire le cose, modo che può essere diverso dal nostro.
Individuare il proprio stile di comunicazione, cioè la modalità consona con cui ognuno di noi entra in relazione con l’altro è importante; ciò  implica la consapevolezza necessaria per acquisire una comunicazione efficace finalizzata all’acquisizione di una “Piattaforma comunicativa” che significa  stare insieme con l’altra persona, con la consapevolezza che io sono io e lei è lei, e tutte e due siamo persone degne di valore con pari dignità.
Ognuno di noi ha uno o più stili comunicativi che ci caratterizzano e che sono presenti con una certa costanza anche se in contesti diversi.
Se lo stile comunicativo è efficace, vuol dire che si crea una piattaforma comunicativa.
Lo stile è efficace rispetto a ciò che si riesce a creare nella relazione : creare un ponte transitabile con l’altro.
La consapevolezza del proprio stile comunicativo è utile per cogliere gli aspetti che sono da stimolare per rendere più efficace il rapporto con l’altro.
Prima di comunicare, entra in gioco la percezione della persona che abbiamo di fronte e, a seconda dell’idea che abbiamo su di lei, scegliamo quello che ci sembra più opportuno. Bisogna avere chiaro il proprio punto di vista perchè non si può andare incontro all’altro se non si è consapevoli di ciò che per noi è vero, sapendo che l’altro ha il suo punto di vista, vero per lui,  e che quindi ha il suo sistema di riferimento.
Non c’è una sola verità: “Io vedo una cosa che per me è vera nel momento in cui la guardo, tu vedi una cosa che per te è vera nel momento in cui la guardi;  attraverso il nostro confronto, attraverso la nostra relazione, è possibile arrivare ad una verità un po’ diversa”.
Se desideriamo realizzare una comunicazione efficace con l’altro, dobbiamo trovare un modo per entrare nel suo mondo: “Fammi vedere quello che tu vedi, allora lo vedrò anch’io”.
Un rapporto efficace significa una relazione in cui io continuo a vedere quello che vedo, però entro nel modo di vedere dell’altro evitando di giudicarlo.  
Pertanto, ciò che è importante ricordare è che la percezione è “soggettiva” e che ognuno può avere la sua, che non esiste un concetto di verità assoluta ma che c’è la possibilità di intervenire dal punto di vista comunicativo per vedere le cose dal punto di vista dell’altro.
Per realizzare una comunicazione efficace, che non può tralasciare l’aspetto empatico, dobbiamo quindi mettere tra parentesi il nostro modo di vedere per entrare nel modo di comunicare dell’altro, cioè nel suo sistema di riferimento.