Mondo giovanile e complessità sociale
di Alberto D'Auria

La realtà sociale nella quale viviamo è caratterizzata da profondi mutamenti sociali, culturali ed economici che vanno ad influenzare in modo rilevante il modo di essere delle nuove generazioni.
La realtà giovanile, unita forse da una ideologia comune ma spesso diversificata nelle politiche d’intervento,  è espressione da un lato di una insoddisfazione, di una sofferenza, di un’ inquietudine della condizione giovanile alla ricerca di nuove identità, e dall’altra segnala le profonde trasformazioni in atto in campo culturale, sociale e politico che minano antiche certezze e danno vita a nuove chiavi di lettura per spiegare la complessità dell’attuale realtà sociale in cui viviamo. 
Fondamentale è quindi trovare nuovi criteri di lettura e di interpretazione culturale, che possano ridefinire nei suoi tratti essenziali la nostra struttura societaria.
La prima caratteristica  è quella del cambiamento, che si presenta differente da quello che fino ad oggi ha sostenuto il nostro tessuto societario. E’ questo un cambiamento che si presenta con un ritmo molto più veloce rispetto al passato, un cambiamento determinato dalle nuove tecnologie che collegano il pianeta, modificando non  solo gli stili di vita delle persone ma anche  il  modo di pensare e di ragionare.
In questo processo tecnologico in continua evoluzione anche le conoscenze  sono sottoposte ad una continua  pressione per restare al passo con i tempi ed evitare di diventare obsolete prima del tempo.
Il cambiamento è contraddistinto poi dalla relatività che riguarda ogni aspetto dell’esistenza, come la cultura, la politica, l’economia e la scienza, relativizzando in parte quello che ieri appariva come certo e vero.
Non  meno evidente è l’aspetto della complessità del nostro vivere contemporaneo, che se non favorisce la capacità di scelta e decisione immediata, rappresenta una modalità di pensiero  necessaria per affrontare in modo critico la complessità delle interazioni sociali .
Società della complessità quindi  perché differenziata negli aspetti distintivi, spesso tra loro contrastanti.
Realtà difficile da interpretare quindi, nella quale assistiamo ad aspetti contraddittori, la globalizzazione da una parte (dell’economia, degli stili di vita ecc…) e le tendenze locali dall’altra (federalismo, nazionalismo ecc..).

Ma il tratto che meglio di altri definisce l’attuale società è quello della multimedialità per i caratteri di pervasività che essa va sempre più assumendo in ogni aspetto della vita.
L’uso sempre più diffuso di internet sta profondamente cambiando anche la modalità di pensiero, all’insegna della navigabilità, dell’interattività, della virtualità e del digitale.
La rete  sta diventato un mezzo comunicativo attivo e pluridirezionale (rispetto ad un sistema televisivo dove prevale la passività dell’utente), nel quale è possibile comunicare liberamente, a volte in modo  originale e creativo.
L’uso del computer e della rete permette un apprendimento giocoso e divertente e la digitalità è espressione di una forma di alfabetizzazione che ristruttura le modalità di pensiero, e di apprendimento, espressione quindi di una trasformazione del comportamento umano che impone nuovi modi di approcciarsi alla realtà, tipici della condizione giovanile d’oggi.

Infatti, le nuove generazioni sono caratterizzate da un forte dinamismo esistenziale, che le porta a vivere la loro esistenza con un notevole coinvolgimento emotivo. Ma anche se persiste nell’adolescente questa dimensione più fanciullesca, egli è pervaso da forti perplessità tipiche della sua età che lo portano a cambiare velocemente il suo stato d’animo e ad alternare momenti di ottimismo e fiducia in se stessi e nel mondo esterno a momenti di crisi più profonda.
A differenza delle generazioni precedenti il giovane d’oggi presenta un ridimensionamento del senso storico e della capacità di progettare a favore di una ricerca dell’effimero e del piacere che si esprime nel vivere la vita nel tutto e subito.
Questo mette in campo le istituzioni scolastiche le quali hanno il compito di favorire e sensibilizzare  nell’adolescente una sua collocazione storica e culturale e una sua capacità di progettazione.
In contrapposizione alle mode spesso seguite senza senso critico, va sviluppato nei giovani  la capacità di filtrare e riflettere al fine di filtrare tutto ciò che viene loro presentato come valido, indispensabile e culturalmente valido.
I giovani d’oggi sembrano alieni all’ideologia delle generazioni precedenti e completamente coinvolti nelle mode di una società sempre più ludica ed egocentrica.
Questo non vuol essere una critica, un giudizio per prenderne le distanze, ma bensì una riflessione che stimoli al lettore attento un’attenzione sul bisogno che questi ragazzi hanno di comunicare. Bisogna dialogare con loro, ascoltarli, comprenderli e cercare di individuare i loro bisogni orientandoli verso obiettivi formativi coerenti con le persone e con il contesto in cui vivono.
E’ questo il compito della scuola, come organo designato alla formazione della persona, a favorire la crescita umana e sociale e culturale dell’individuo, ma anche di tutte le agenzie di socializzazione (famiglia, parrocchia, centri d’incontro ecc…) 
Nasce quindi il bisogno di confrontarsi sui valori, quali il pluralismo, la democrazia, e non ultimo l’aspetto spirituale quale dimensione antropologica di un vivere una vita ricca e con pienezza di senso.